Di Jean-Marie de Bourqueney
Jean-Marie de Bourqueney è pastore della Chiesa Protestante Unita a Parigi-Batignolles. Partecipa alla redazione e alla direzione di Évangile et Liberté. Si interessa soprattutto di dialogo interreligioso e teologia del processo.
Tratto da Évangile et Liberté n° 294, dicembre 2015
Traduzione di Giacomo Tessaro
Di fronte a loro! Sì, proprio davanti a loro… Di fronte a quei folli che prendono Dio a pretesto per odiare sempre di più; di fronte a quei traditori dell’Islam che deformano una religione così bella, così ricca di cultura; di fronte a coloro per i quali la vita umana non ha più alcun valore, che disprezzano l’idea stessa di essere umano creato a immagine di Dio; di fronte a chi pensa che la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza sono i simboli del diavolo. Noi non cediamo, noi stiamo a fianco delle vittime e delle loro famiglie: sono dei nostri, appartengono a quella grande famiglia umana di cui stiamo andando in cerca. Non cediamo di fronte a loro, ma non per questo risponderemo con la legge del taglione, che ci caccerebbe nell’ingranaggio infernale del sempiterno odio tra le comunità. Al contrario, il nostro impegno, in questa rivista come nella vita, consisterà nel proseguire i dialoghi, gli incontri, le tribune aperte a chi è diverso da noi. In un certo senso, la nostra resistenza alla barbarie comincia con il mantenere la nostra routine: continueremo a vivere secondo i nostri desideri, senza permettere alla paura di tiranneggiare le nostre vite. Non siamo nemmeno degli ingenui che mettono tutto sullo stesso piano: siamo cristiani convinti. La convinzione però non equivale necessariamente al dogma intangibile o al fanatismo; non è monopolio di chi crede che si possa pensare per conto proprio, senza gli altri…
Noi siamo positivi: vogliamo più che mai promuovere il dibattito, il dialogo, incrociare e scambiare i punti di vista. Non la semplice giustapposizione delle opinioni (tanto “ognuno pensa quello che vuole”) ma le esigenze della ragione umana, che non si oppone a un discorso su Dio né a chi parla nel suo nome… Il nostro liberalismo è una finezza nel caos delle opinioni senza mezzi termini, una delicatezza in questo tumulto rumoroso e sanguinario. Se esiste una famiglia umana (e noi crediamo che esista), è venuto il tempo di riunirla. Di fronte a loro!
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